Acireale

Posta su un altopiano verdeggiante di agrumeti tra le pendici dell'Etna, a strapiombo sul mar Ionio, Acireale (Jaci in siciliano) sorge a metà della costa jonica siciliana, a 15 km da Catania.

Sulla costa, caratterizzata dalla scogliera di origine lavica, sorgono diverse borgate: Capo Mulini, Santa Maria La Scala, Santa Tecla, Stazzo, Scillichenti e Pozzillo.
Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per una divinità chiamata Aci, un pastore di cui si innamorò la ninfa Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume chiamato Akis dai greci, oggi "scomparso" sottoterra, ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria la Scala in una sorgente chiamata "u sangu di Jaci" (il sangue di Aci) Nel Medioevo il borgo si consolidò attorno al castello di Aci, oggi Acicastello, e solo nel Trecento una decina di nuclei familiari si spostarono più a nord, nel territorio un tempo occupato dal Bosco d’Aci, dove nacque Aci Aquilia o Aquilia Nuova, primo punto stabile della città attuale.
Nel Cinquecento nella città si consolidò un forte ceto mercantile, che portò una notevole ricchezza alla città, e si insediarono diverse corporazioni ed ordini religiosi che lasciarono una impronta indelebile, tanto che ancora oggi spesso Acireale viene citata come «la città dalle cento campane»torna agli itinerari

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